Tutte le Volte

Una poesia sull'attesa infinita

Tutte le Volte
La prima volta ti ho aspettato con il cuore tra le mani, fragile come vetro soffiato, convinta che saresti tornato. Ho contato i minuti sul muro, li ho incisi con le unghie, mentre il silenzio diventava l'unica risposta certa.
La seconda volta ho capito che l'attesa ha un sapore amaro, come caffe dimenticato sul fuoco, come lacrime trattenute troppo a lungo. Ho guardato la porta chiudersi mille volte nella mia mente, e ogni volta era sempre la prima volta di nuovo.
La terza volta ho smesso di piangere, non perche il dolore fosse sparito, ma perche le lacrime si erano trasformate in pietra. Ho imparato a respirare con un peso sul petto, a camminare con i piedi ancorati al passato.
La quarta volta ho cercato di dimenticare il tuo nome, di cancellare la tua voce dalla melodia dei miei giorni. Ma tu eri ovunque: nel profumo del pane caldo, nel rumore della pioggia, nel silenzio della notte.
La quinta volta ho capito che non saresti mai tornato, che l'attesa era solo un modo per non lasciarti andare. Ho guardato le mie mani vuote e ho visto tutto quello che avremmo potuto costruire, tutto quello che non sara mai.
La sesta voltal'ultima ho chiuso gli occhi e ti ho lasciato andare. Non con rabbia, non con dolore, ma con la quiete di chi sa che alcuni amori non finiscono, semplicemente sfumano, come sogni all'alba.
E ora, quando qualcuno chiede quante volte ho amato, rispondo: "Tutte le volte", perche ogni volta che ti ho aspettato era un atto d'amore, e ogni volta che ti ho perso era un atto di coraggio.
Tutte le volte sono state necessarie per arrivare a questa volta, dove finalmente aspetto solo me stessa.